Di consigli per dimagrire in palestra ne potrete trovare davvero molti, ma non è semplice capire quali sono quelli giusti e quali sono gli esercizi migliori per dimagrire, con particolare attenzione per pancia, fianchi e glutei. Già il fatto che avete deciso di andare in palestra, è senza dubbio un punto a vostro favore. In palestra è infatti possibile trovare molti attrezzi sempre innovativi ed utili per eseguire i giusti esercizi per dimagrire.

Detto questo, di certo il vostro istruttore vi avrà già dato una scheda di allenamento ideale per raggiungere il vostro obiettivo. Il consiglio che vi do è quello di non avere fretta, state frequentando la palestra da due settimane ma i rotolini sono ancora li? Risulta essere del tutto normale. I primi risultati ben visibili saranno ottenuti nell’arco di qualche mese, e solo se vi allenerete con costanza, criterio, ed associando una sana alimentazione.

Detto questo, oggi vogliamo segnalarvi una serie di esercizi davvero utili da eseguire in palestra, per dimagrire pancia, fianchi, glutei e cosce. Il primo di questi esercizi, lo avrete già intuito, è la corsa (o per chi è meno allenato, anche una camminata a passo veloce). Ogni buona scheda di allenamento prevede l’utilizzo del tapis roulant, seguito da una pedalata di almeno 15 minuti sulla cyclette. Questi due esercizi saranno ottimi per dimagrire ed anche per tonificare le gambe ed i glutei.

Parlando di glutei, fra gli esercizi migliori per dimagrire in questa parte del corpo troviamo senza dubbio lo step, ma non dovrete dimenticare anche gli squat, le estenzioni della gamba all’indietro, e gli affondi verso dietro. Per allenare le gambe saranno molto utili anche il Rotex e la Leg Press.

Per quanto riguarda le cosce, sono disponibili strumenti specifici, che permettono di fare lavorare questi muscoli. In questo caso si tratta di strumenti che possono essere utilizzati anche in casa e per maggiori informazioni è possibile vedere questa guida sugli attrezzi per interno coscia pubblicata su questo sito.

Per quanto riguarda i fianchi, in palestra come a caso, è sempre utile eseguire l’esercizio a terra, con alzata laterale della gamba. Coricatevi a terra sul fianco destro, ed appoggiate la testa sul braccio. Contraendo gli addominali, stendete la gamba sinistra e mettete il piede a martello. Quindi, con movimenti moderatamente lenti, sollevate la gamba e fatela scendere senza poggiare. L’esercizio sarà senza dubbio più efficace se utilizzerete delle cavigliere con i pesi.

Inoltre, per dimagrire i fianchi un altro esercizio utile è quello da eseguire con i manubri. Mettetevi in posizione eretta con la schiena dritta, reggendo due manubri da 5 chili ciascuno. Quindi, scendete a destra e a sinistra 15 volte per ciascun lato. Ripetete l’esercizio per 3 serie.

Detto ciò, chiedete sempre consiglio al vostro istruttore, che in base alle vostre effettive necessità saprà senza dubbio indirizzarvi al meglio.

Oggi vogliamo parlarvi di alcuni esercizi di danza per dimagrire in maniera efficace.

Se si desidera intraprendere una carriera da ballerina, è senza dubbio necessario avvicinarsi alla danza in giovane età, ma se il vostro obiettivo è in realtà quello di tonificare le varie parti del corpo e dimagrire con degli esercizi nuovi, la danza può senza dubbio fare al caso vostro. Tra l’altro, questa disciplina, se affrontata in maniera corretta e con costanza, può anche migliorare sensibilmente la vostra postura, oltre che aiutarvi a tonificare i muscoli.

Proprio per questa ragione oggi abbiamo deciso di segnalarvi alcuni esercizi di danza per dimagrire, da eseguire anche a casa, esercizi che naturalmente andranno integrati all'interno di un allenamento completo, che comprenda attività aerobica, esercizi per braccia, glutei, per tonificare le cosce, per l'addome e così via. Cominciamo!

Esercizio 1, il primo esercizio è indicato per tonificare le cosce, e in particolare, la parte interna. Mettetevi in posizione eretta con la schiena dritta, e mantenendovi in equilibrio poggiando la mano destra sullo schienale di una sedia. Quindi, con i muscoli tesi e le ginocchia dritte, estendete la gamba destra verso l'alto. Rimanete in posizione per qualche secondo e lentamente riscendete.

Esercizio 2, passiamo adesso all'arabesque. Mettetevi in Prima Posizione (gambe dritte, talloni uniti, punte dei piedi a 45°). Poggiate la mano destra sullo schienale di una sedia e sollevate la gamba sinistra ben tesa verso dietro, contraendo i muscoli. La gamba dovrà essere parallela al pavimento, ed il braccio sinistro dovrà essere portato verso avanti, con il palmo rivolto verso il basso. A questo punto, piegate il ginocchio sinistro di lato e portate il braccio sinistro sopra la testa, mantenendo il gomito leggermente piegato. Infine, estendete nuovamente la gamba verso dietro.

Per il momento è tutto, per cui non vi rimane che cominciare il vostro allenamento.

Il letto caldo è una tavola di cultura delimitata da una cornice e ricoperta da un’intelaiatura o una vetrata. Se il letto semplice offre una sola file di intelatiatura, quello doppio è due volte più largo con uno spigolo centrale.

Quello più comune è costruito in legno, sicuramente meno resistente rispetto a quelli realizzati in calcestruzzo, mattoni e altri materiali più duri, ma sono più caldi.

Il letto caldo serva a fare crescere le giovani piante, i legumi precoci e quelli tardivi durante l’inverno. Questo si comincia a “proteggere” con l’intelaiatura all’inizio della primavera, quando le notti sono ancora fredde. Lo scopo è quello di conservare il calore del giorno tramite delle stuoie di paglia o vimini per evitare il raffreddamento.

Una cosa importante, che un neofita sicuramente si chiederà, è quella che non bisogna soffocare le piante sotto il telo. Bisogna creare dei picchetti alti circa 40 centimetri che permettano l’apertura della stessa.

Bisogna distinguer eil letto caldo, intermedio e freddo a seconda della guarnizione dello stesso e del materiale usato.  Sicuramente per scaldare il terriccio potete usare delle canalizzazioni di acqua calda o cavi elettrici. Del letame fresco di cavallo, pecore o conigli a seconda delle dimensioni del letto, vanno bene per quelli intermedi.

Un altro Bonsai di cui abbiamo già discusso è il Bosso, come dicevano in lingua latina gli antichi Romani giova ripetere, quindi eccoci a rivedere alcune annotazioni sul Bosso, annotazioni preziose che ho raccolto per voi, consultando libri e trattati, scegliendo contenuti nella Rete Internet, ma sopratutto parlando con esperti coltivatori. Altra esperienza istruttiva e costruttiva è stata quella di visitare vivai che organizzavano mostre ed esposizioni di queste meravigliose creature della natura che sono le piante Bonsai.

Esistono infatti esposizioni permanenti o strenne periodiche, organizzate dalle verie associazioni dedicate ai Bonsai in particolare e al giardinaggio in generale. Vi consiglio, laddove possiate per la distanza geografica, di visitare queste esposizioni: potrete trovare ottimi libri e manuali che dispensano saggi consigli e metodi sicuri di coltivazione, oppure potete parlare con esperti del settore.

Questi esperti potranno dispensarvi proprio quel consiglio su quel particolare processo di defogliazione periodica che non troverete mai su un manuale, per quanto sia scritto da un saggio coltivatore orientale. L’esperienza diretta su un Bonsai coltivato in Italia e qui acclimatizzato, che vi può raccontare un esperto che potete incontrare a questi raduni di appassioanti, vale molto di più di qualsiasi descrizione su un libro, per quanto rispetti gli Editori che dedicano le loro pubblicazioni ai Bonsai.

Il Bosso come Bonsai, e questo lo trovate anche sui libri, necessita di una posizione luminosa durante tutte le ore della giornata; quello che ha in comune con il Bonsai di Acero e di Azalea, è il periodo della potatura: primavera o autunno. La terra preferita da questa pianta in miniatura è costituita dalla saggia miscela di una parte di torba e due parti di sabbia, miscelate finemente con due parti di argilla.

Il periodo del rinvaso è la primavera o l’autunno, che sono anche i due periodi dell’anno in cui vi consiglio di somministrare concime di tipo NPK al vostro Bonsai: una somministrazione ogni due settimane è l’ideale. Non abbondate mai con il concime, ed utilizzate sempre un paio di guanti quando lo maneggiate.

Fnora abbiamo parlato di tre tipi diversi di Bonsai, il classico Acero, la delicata Azalea Rodocendri e il Bosso. Vediamo ora di tornare sui nostri passi e di approfondire sulle specificità rappresentate da questi speciali alberi in miniatura, queste creature che sembrano sfidare le leggi della fisica e della natura.

Crescono di pochi millimetri al mese, dandoci grandi soddisfazioni, e donando un profondo equilibrio mentale a chi li accudisce e li coltiva, seguendo giorno per giorno gli sviluppi e le evoluzioni contorsionistiche del tozzo tronco e dei corti rami.

Dicevamo che abbiamo parlato di un Bonsai chiamato Acero, o Acer: l’epoca della potatura, secondo i grandi maestri giapponesi, sono la primavera e l’autunno. Disponete questo Bonsai in un luogo che sia soleggiato nelle ore del mattino e create in un vaso di porcellana per Bonsai, un miscuglio, dove ad una parte di sabbia corrispondono tre parti di argilla; rinvasate soltanto a fine inverno e ricordatevi che non necessita di concimazione durante i mesi più caldi dell’anno.

Scegliete un concime che sia a base di fosforo e somministratelo una volta ogni dieci giorni, non più spesso. La defogliazione, importante processo riservato agli esperti, avviene come di consueto per il Bonsai Acer, durante il mese di maggio.

Riguardo al Bonsai di Azalea, gli esperti che mi seguono sapranno bene che occorre potare dopo che la fioritura abbia compeltato il suo ciclo naturale.

Anche questo Bonsai predilige il sole mattutino, quindi potete conservarlo accanto all’Acer, in una posizione che sia soleggiata tra il sorgere del sole il momento che il sole è più alto e perpendicolare al terreno. Dopo una tale esposizione al sole prolungata per alcune ore, il vostro Bonsai non necessiterà più di nulla per tutto il giorno: potete concimare tutto l’anno, senza esagerare, e utilizzando concimi scelti, a lenta cessione minerale. L’ideale per questo Bonsai di Azalea è il terreno con un Ph acido.