Oggi vogliamo parlarvi di alcuni esercizi di danza per dimagrire in maniera efficace.

Se si desidera intraprendere una carriera da ballerina, è senza dubbio necessario avvicinarsi alla danza in giovane età, ma se il vostro obiettivo è in realtà quello di tonificare le varie parti del corpo e dimagrire con degli esercizi nuovi, la danza può senza dubbio fare al caso vostro. Tra l’altro, questa disciplina, se affrontata in maniera corretta e con costanza, può anche migliorare sensibilmente la vostra postura, oltre che aiutarvi a tonificare i muscoli.

Proprio per questa ragione oggi abbiamo deciso di segnalarvi alcuni esercizi di danza per dimagrire, da eseguire anche a casa, esercizi che naturalmente andranno integrati all'interno di un allenamento completo, che comprenda attività aerobica, esercizi per braccia, glutei, per tonificare le cosce, per l'addome e così via. Cominciamo!

Esercizio 1, il primo esercizio è indicato per tonificare le cosce, e in particolare, la parte interna. Mettetevi in posizione eretta con la schiena dritta, e mantenendovi in equilibrio poggiando la mano destra sullo schienale di una sedia. Quindi, con i muscoli tesi e le ginocchia dritte, estendete la gamba destra verso l'alto. Rimanete in posizione per qualche secondo e lentamente riscendete.

Esercizio 2, passiamo adesso all'arabesque. Mettetevi in Prima Posizione (gambe dritte, talloni uniti, punte dei piedi a 45°). Poggiate la mano destra sullo schienale di una sedia e sollevate la gamba sinistra ben tesa verso dietro, contraendo i muscoli. La gamba dovrà essere parallela al pavimento, ed il braccio sinistro dovrà essere portato verso avanti, con il palmo rivolto verso il basso. A questo punto, piegate il ginocchio sinistro di lato e portate il braccio sinistro sopra la testa, mantenendo il gomito leggermente piegato. Infine, estendete nuovamente la gamba verso dietro.

Per il momento è tutto, per cui non vi rimane che cominciare il vostro allenamento.

Il letto caldo è una tavola di cultura delimitata da una cornice e ricoperta da un’intelaiatura o una vetrata. Se il letto semplice offre una sola file di intelatiatura, quello doppio è due volte più largo con uno spigolo centrale.

Quello più comune è costruito in legno, sicuramente meno resistente rispetto a quelli realizzati in calcestruzzo, mattoni e altri materiali più duri, ma sono più caldi.

Il letto caldo serva a fare crescere le giovani piante, i legumi precoci e quelli tardivi durante l’inverno. Questo si comincia a “proteggere” con l’intelaiatura all’inizio della primavera, quando le notti sono ancora fredde. Lo scopo è quello di conservare il calore del giorno tramite delle stuoie di paglia o vimini per evitare il raffreddamento.

Una cosa importante, che un neofita sicuramente si chiederà, è quella che non bisogna soffocare le piante sotto il telo. Bisogna creare dei picchetti alti circa 40 centimetri che permettano l’apertura della stessa.

Bisogna distinguer eil letto caldo, intermedio e freddo a seconda della guarnizione dello stesso e del materiale usato.  Sicuramente per scaldare il terriccio potete usare delle canalizzazioni di acqua calda o cavi elettrici. Del letame fresco di cavallo, pecore o conigli a seconda delle dimensioni del letto, vanno bene per quelli intermedi.

Un altro Bonsai di cui abbiamo già discusso è il Bosso, come dicevano in lingua latina gli antichi Romani giova ripetere, quindi eccoci a rivedere alcune annotazioni sul Bosso, annotazioni preziose che ho raccolto per voi, consultando libri e trattati, scegliendo contenuti nella Rete Internet, ma sopratutto parlando con esperti coltivatori. Altra esperienza istruttiva e costruttiva è stata quella di visitare vivai che organizzavano mostre ed esposizioni di queste meravigliose creature della natura che sono le piante Bonsai.

Esistono infatti esposizioni permanenti o strenne periodiche, organizzate dalle verie associazioni dedicate ai Bonsai in particolare e al giardinaggio in generale. Vi consiglio, laddove possiate per la distanza geografica, di visitare queste esposizioni: potrete trovare ottimi libri e manuali che dispensano saggi consigli e metodi sicuri di coltivazione, oppure potete parlare con esperti del settore.

Questi esperti potranno dispensarvi proprio quel consiglio su quel particolare processo di defogliazione periodica che non troverete mai su un manuale, per quanto sia scritto da un saggio coltivatore orientale. L’esperienza diretta su un Bonsai coltivato in Italia e qui acclimatizzato, che vi può raccontare un esperto che potete incontrare a questi raduni di appassioanti, vale molto di più di qualsiasi descrizione su un libro, per quanto rispetti gli Editori che dedicano le loro pubblicazioni ai Bonsai.

Il Bosso come Bonsai, e questo lo trovate anche sui libri, necessita di una posizione luminosa durante tutte le ore della giornata; quello che ha in comune con il Bonsai di Acero e di Azalea, è il periodo della potatura: primavera o autunno. La terra preferita da questa pianta in miniatura è costituita dalla saggia miscela di una parte di torba e due parti di sabbia, miscelate finemente con due parti di argilla.

Il periodo del rinvaso è la primavera o l’autunno, che sono anche i due periodi dell’anno in cui vi consiglio di somministrare concime di tipo NPK al vostro Bonsai: una somministrazione ogni due settimane è l’ideale. Non abbondate mai con il concime, ed utilizzate sempre un paio di guanti quando lo maneggiate.

Fnora abbiamo parlato di tre tipi diversi di Bonsai, il classico Acero, la delicata Azalea Rodocendri e il Bosso. Vediamo ora di tornare sui nostri passi e di approfondire sulle specificità rappresentate da questi speciali alberi in miniatura, queste creature che sembrano sfidare le leggi della fisica e della natura.

Crescono di pochi millimetri al mese, dandoci grandi soddisfazioni, e donando un profondo equilibrio mentale a chi li accudisce e li coltiva, seguendo giorno per giorno gli sviluppi e le evoluzioni contorsionistiche del tozzo tronco e dei corti rami.

Dicevamo che abbiamo parlato di un Bonsai chiamato Acero, o Acer: l’epoca della potatura, secondo i grandi maestri giapponesi, sono la primavera e l’autunno. Disponete questo Bonsai in un luogo che sia soleggiato nelle ore del mattino e create in un vaso di porcellana per Bonsai, un miscuglio, dove ad una parte di sabbia corrispondono tre parti di argilla; rinvasate soltanto a fine inverno e ricordatevi che non necessita di concimazione durante i mesi più caldi dell’anno.

Scegliete un concime che sia a base di fosforo e somministratelo una volta ogni dieci giorni, non più spesso. La defogliazione, importante processo riservato agli esperti, avviene come di consueto per il Bonsai Acer, durante il mese di maggio.

Riguardo al Bonsai di Azalea, gli esperti che mi seguono sapranno bene che occorre potare dopo che la fioritura abbia compeltato il suo ciclo naturale.

Anche questo Bonsai predilige il sole mattutino, quindi potete conservarlo accanto all’Acer, in una posizione che sia soleggiata tra il sorgere del sole il momento che il sole è più alto e perpendicolare al terreno. Dopo una tale esposizione al sole prolungata per alcune ore, il vostro Bonsai non necessiterà più di nulla per tutto il giorno: potete concimare tutto l’anno, senza esagerare, e utilizzando concimi scelti, a lenta cessione minerale. L’ideale per questo Bonsai di Azalea è il terreno con un Ph acido.

La mensola è un complemento d'arredo che si presta a innumerevoli interpretazioni, sia per quanto riguarda la struttura e la forma, sia in relazione alle diverse soluzioni decorative. In questa guida ti spiegherò proprio come decorare e abbellire questa piccola mensola di colore verde.

Per prima cosa devi distribuire uniformemente una mano di smalto di colore bianco e devi stenderlo su tutte le superfici dell'oggetto. Quando la prima mano sarà asciutta devi a questo punto stendere una seconda mano di pittura che deve essere di colore giallo chiaro tamponando con uno straccio.

Occorrente
Spatolina
Pennello
Colori

Devi tamponare però in modo da lasciare ampie zone di bianco. Questo trattamento fornisce il fondo adatto su cui potrai lavorare per ottenere l'effetto di una finta malachite. Passa quindi uno smalt di colore verde scuro che dovrai diluire più di quanto è indicato sulla confezione.

Con un pennello piatto devi pitturare una superficie non più ampia di 10x10 cm mentre il colore è ancora fresco distribuiscilo in modo irregolare con l'apposita spatolina fino a fare emergere, in alcuni punti tratti della pittura sottostante. Procedi in questo modo, una zona dopo l'altra su tutta la superficie della mensola.